Wolf Like Me è tornato

Ecco una cosa che davvero non mi aspettavo: il ritorno di una serie di nicchia come Wolf Like Me. La prima stagione era stata per me una dolcissima sorpresa, una storia assurda raccontata con maestria, quindi ritrovare su Prime Mary e Gary alle prese con la loro folle storia d’amore è stata una vera gioia.

Mentre la prima stagione ha impiegato del tempo per acclimatare Gary alla doppia natura di Mary, costruendo un finale emozionante e ricco di mostri, la seconda stagione di “Wolf Like Me” si tuffa immediatamente nelle sfide legate all’uscire insieme a un lupo mannaro. Sappiamo perfettamente che in tv le cose possono sempre peggiorare quindi eccoci qui: Mary è incinta.

Tutto inizia con un incubo rauco e sanguinoso che mette in luce le paure ricorrenti di Mary riguardo alla sua gravidanza che si propagano per tutta la stagione di sette episodi. Tolte le introduzioni e tolte le catene, la seconda stagione abbraccia il lato licantropo di Mary in modo massiccio, creando situazioni divertenti e sfide riconoscibili potenziate dalla sua caratteristica.

Nascerà un lupo o un bimbo? E cosa si vedrà dalle ecografie? Il parto avverrà durante la luna piena? Il travaglio innescherà la trasformazione mettendo in pericolo chiunque cercherà di aiutarla? E se in preda alla furia mangiasse il suo stesso figlio?
Interrogativi legittimi e terrificanti, che tormentano la povera Mary causandole incubi e reazioni inconsulte; Gary prova a essere supportivo, ma nemmeno lui è immune alle preoccupazioni. Tra loro, la giovane Emma che pur essendo solo una ragazzina, o forse proprio grazie alla sua giovane età, riesce a dire e fare le cose giuste per tranquillizzare padre e matrigna.

Questa stagione appartiene totalmente a Isla Fisher. C’è un’energia empatica e maniacale in Mary che fa del suo meglio per proteggere Emma e Gary, mentre sente di non aver alcun controllo sulla sua vita. I crescenti disagi legati all’adattamento vengono esacerbati a un livello contagioso, con Mary che alterna paura, preoccupazione e rabbia, Gary si ritrova a navigare in acque inesplorate. Josh Gad strappa molti sorrisi col suo “uomo medio” che cerca solo di rendere felici le donne della sua vita, anche quando il bagaglio soprannaturale minaccia tutto ciò che hanno costruito insieme.

Ripensando alla prima stagione di Wolf Like Me, la storia raccontata sembrava quasi un racconto completo, un lungo film suddiviso in puntate più piccole; il finale avrebbe potuto essere un po’ più aperto, mentre la famiglia inzaccherata si dirigeva verso l’alba. La seconda invece è dove la serie continua col suo formato vincente, ricordandoci però che alla fine potrebbero esserci delle conseguenze molto reali per ciò che è accaduto durante il campeggio nell’Outback.

Nel corso di questi brevi episodi, ci sono rivelazioni troppo interessanti per essere spoilerate, battute che è meglio lasciarvi godere senza anticipazioni e una conclusione che lascerà incerti anche gli spettatori più fantasiosi. Questa non è solo una stagione che esplora nel profondo la fase successiva di una relazione in evoluzione; prende anche le parti migliori della sua narrazione e le amplifica a un livello che distacca la storia e i personaggi dalla realtà. È uno show di fantasia e ce lo urla in faccia.

La prima stagione di Wolf Like Me è stata l’inizio di qualcosa che avrebbe potuto concludersi senza bisogno di altro, ma la seconda prepara una storia per una potenziale continuazione che pretende di essere raccontata. Diventa più divertente, approfondisce, espande il proprio mondo, sviluppa le sue relazioni e lancia la serie in un territorio ancora più inaspettato di prima. In altre parole, Wolf Like Me si trasforma in qualcosa di migliore e se possibile ancora più brillante.

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Il mio biglietto da visita sono grandi occhi cerulei e un sorriso affettuoso, caratteristiche perfette per mascherare umorismo triviale e un sarcasmo che altrimenti mi metterebbe in guai seri.
Mi piacciono i dinosauri, gli zombie e il formaggio; sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, ma adoro anche rivedere i classici della mia infanzia.
E il formaggio.

Pubblicato da Eleonora

Il mio biglietto da visita sono grandi occhi cerulei e un sorriso affettuoso, caratteristiche perfette per mascherare umorismo triviale e un sarcasmo che altrimenti mi metterebbe in guai seri. Mi piacciono i dinosauri, gli zombie e il formaggio; sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, ma adoro anche rivedere i classici della mia infanzia. E il formaggio.

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