Euphoria: dai poètes maudits ai maledetti e basta.

Euphoria torna con la seconda stagione, in onda, in anteprima su Sky On Demand in simulcast con HBO, dal 10 gennaio. Gli episodi con doppiaggio arriveranno, sempre su Sky, a partire dal giorno 17.  

Euphoria

E vabbé forse il paragone con i poeti maledetti è un tantino azzardato però… in entrambi i casi ci troviamo di fronte all’uso di droghe e oppioidi come fuga da una realtà che diventa progressivamente un cappio al collo.

In Euphoria ogni vicenda non ha mai solo una chiave di lettura e ciascun personaggio nasconde una storia complessa alle spalle.

Ne è una prova il flashback iniziale che racconta l’infanzia di Fez ed Ash.

Entrambi sono cresciuti con la nonna che non li ha propriamente condotti sulla strada della santità… eppure lei ha rappresentato per i due giovani l’unica vera famiglia che abbiano mai avuto.

Il che non è che poco quando hai un padre violento o una madre che ti lascia in garanzia al suo spacciatore in cambio di una dose, per poi non tornare a riprenderti.

Euphoria

Venuto a mancare il calore genitoriale, la droga è diventata un rifugio oltre che un business.

Non sembrerà una ragione accettabile ma… chi siamo noi per giudicare?

Rue, a causa della partenza di Jules, è ripiombata nell’abisso dal quale stava faticosamente risalendo e si avvicina pericolosamente all’eroina.

Nello sguardo spento e perso nel vuoto della giovane si percepisce il senso di abbandono di una generazione ormai rassegnata a non avere né sogni né speranze.

Certo, la forza per uscire dall’oblio va anche cercata in se stessi…

D’altro canto, nessuno si salva da solo e perdere in continuazione i propri punti di riferimento ti ricaccia nell’oscurità anche quando non vorresti.

Non ne hai più motivo… dunque, ti limiti ad attendere stancamente la fine. 

Euphoria

Cassie e Nate non se la passano tanto meglio… beh, Nate sta pagando solo le conseguenze del suo essere un grandissimo stronzo in realtà.

Sì, va bene, lo so che il ragazzo ha un padre ipocrita che va a trans di notte ergendosi poi a baluardo del divino amore per la famiglia tradizionale di giorno.

Resta però un personaggio lurido… e qui mi fermo perché mi sento magnanima.

I giovani di Euphoria non sono di certo poeti… è vero… ma sono senz’altro maledetti.  

In una Francia ottocentesca e bacchettona, ragazzini come Rimbaud venivano relegati ai margini della società e loro ci si accucciavano anche ben volentieri lasciando che la loro tossicità diventasse arte.

Perché avevano talento. 

Oggi, il nulla… e l’amarezza di una vita ancora agli inizi e che ciononostante già ha stufato.

C’è rimasta solo la maledizione… e l’angoscia.

Perché il senso di vuoto da loro provato ti si attacca addosso come una seconda pelle.

Eppure, forse non siamo del tutto alla disfatta.

Forse…

Euphoria si conferma una serie brillante con il suo sferzante cinismo che prima ti fa toccare la vetta, poi ti schianta a terra con forza.

Lasciandoti solo, insoddisfatto e con la voglia di un’altra dose. Subito.

Abbiamo aspettato a lungo, ma ne è valsa la pena.

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Grazie per aver votato!

Amo viaggiare nella bipolarità di horror e thriller e vi accompagnerò in un tour internazionale … da PAURA! Ogni tanto mi immergo in un fresco bagno di trash grazie alle serie turche. Cercate di capirmi… un po’ di refrigerio serve a tutti. A colazione niente dolci, meglio un toast … e non menzionate il Natale… il Grinch che è in me inizia a dibattersi come uno scarafaggio colpito dal Baygon

Pubblicato da Marina

Amo viaggiare nella bipolarità di horror e thriller e vi accompagnerò in un tour internazionale … da PAURA! Ogni tanto mi immergo in un fresco bagno di trash grazie alle serie turche. Cercate di capirmi… un po’ di refrigerio serve a tutti. A colazione niente dolci, meglio un toast … e non menzionate il Natale… il Grinch che è in me inizia a dibattersi come uno scarafaggio colpito dal Baygon

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